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CV nel non profit: come ci rendiamo unici ed inimitabili?

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una maggiore mobilità (nel senso positivo della parola) di professionisti specializzati nel sociale: un turn over di risorse umane da una ONP ad un’altra che fino a qualche anno fa non esisteva o era poco frequente.

La nascita di nuove organizzazioni e l’incremento delle necessità operative, orbitanti attorno una non profit, stanno cambiando lo scenario del settore che comincia ad avvicinarsi a standard professionali più evoluti  più vicini ad esempio a quelli europei ed anglosassoni.

Dinnanzi a tale proliferazione nel settore di nuovi e sempre di più professionisti, ognuno di noi come fa ad  emergere ed esser preso in considerazione quando per esempio invia un CV? Dobbiamo essere UNICI ed INIMITABILI!

Ma cos’è che ci rende UNICI ed INIMITABILI? Ce lo siamo mai chiesti?

Tutti noi siamo unici, differenti, nella vita così come nel lavoro. Tutti noi prima o poi entriamo in un ufficio, ci misuriamo con nuovi colleghi, ambienti di lavoro e le più variegate “implementazioni di strategie”. Il come si implementi una strategia ognuno lo fa a modo suo, secondo dei comportamenti, abitudini, capacità, modalità di lavoro, toccando con mano poi i propri successi e gli insuccessi delle azioni fatte.

In un CV, dunque, dove li andiamo ad indicare questi successi? Dove inseriamo gli obiettivi raggiunti? Come facciamo a farci “notare” e far emergere le nostre capacità che possano apportare del valore all’organizzazione?

Spesso ci si trova di fronte a CV che sembrano esprimere un mero elenco di task/funzioni per ogni posizione ricoperta nel tempo. Secondo voi una funzione elencata ci dice se l’abbiamo svolta bene o male? Cosa ha migliorato nell’organizzazione il fatto che la facessimo noi?

Facciamo un esempio concreto: io vengo dal mondo del fundraising. Raccogliere fondi vuol dire essere anche in grado di quantificare ad esempio risorse finanziarie che si sono riuscite a reperire oppure relazioni umane che hanno prodotto benefici etc. Perché allora non dovrei mettere in un CV quanti soldi sono stati raccolti grazie al mio lavoro? In questo banale esempio quindi sarà molto più considerato chi farà emergere nel proprio CV i risultati della propria azione, diretta o indiretta che sia, fissandoci noi degli indicatori come ad esempio: soldi raccolti, contatti sviluppati, aziende profilate, partnership avviate, etc. Sostanzialmente dimostriamo il nostro IMPATTO.

L’unicità poi, cosa la caratterizza? Ognuno di noi ha i suoi valori, la sua etica, il suo modo di vedere le cose, gli interessi e soprattutto le capacità. Come li utilizziamo? Perché non farli emergere e far capire dove e come abbiamo utilizzato le nostre capacità?

Per i profili “Senior” questo sarà un semplice esercizio per migliorare il CV, guardando ai target raggiunti, ai miglioramenti apportati, alle opportunità create, etc.

E per i profili junior? Se non ho mai avuto un’esperienza lavorativa…. cosa ci possiamo inventare per emergere?

Tranquilli, inventare non serve a nulla, anzi nuoce gravemente alla vostra reputazione.

Piuttosto perché non provare ad analizzare quello che abbiamo fatto nelle nostre università, ragionare su lavori pratici svolti in team, esperienze di volontariato…o comunque qualsiasi esperienza di vita da cui poter far emergere le capacità/qualità (le skills) necessarie al lavoro per cui si stia facendo richiesta di colloquio?

Raccontiamoci nei nostri CV, non limitiamoci ad elencare funzioni che son per tutti le stesse. Facciamo emergere il nostro modo di operare e soprattutto l’impatto che generiamo con il nostro lavoro.

Qui sotto proponiamo, attraverso un semplice template per il CV (che consigliamo vivamente di personalizzare), come indicare queste nostre skills e achievements che vi rendono UNICI.

Scarica il modello di CV gratuitamente:

CV-modello-Job4good

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