Curriculum: 10 cose da eliminare

Il vostro curriculum è troppo lungo? Avete frequentato molti corsi di formazione da occupare una pagina intera? Oppure, le vostre esperienze lavorative occupano troppo spazio?

Se state per rispondere a un vacancy per il non profit e vi state ponendo queste domande, allora è il momento di eliminare qualcosa dal vostro curriculum.

Prima di inviare la vostra candidatura, leggete questa lista.

1. Ciò che non si riferisce alla vacancy

Innanzi tutto, assicuratevi che il vostro curriculum sia aggiornato. Non solo dal punto di vista cronologico e biografico. Ma, soprattutto, per quanto riguarda la vacancy alla quale state rispondendo

Fate attenzione a quanto pubblicato dai recruiter: compiti e requisiti i richiesti. Quindi, eliminate tutti i punti del vostro curriculum che non c’entrano nulla con la job description.

In altri termini, non fate affidamento su un singolo modello di curriculum, ma utilizzate un documento aperto da modificare di volta in volta: ogni candidatura è diversa.

2. Esperienze troppo lontane nel tempo

Stage, tirocini e lavori saltuari durante gli anni dell’università? Cancellateli. Per ogni vacancy pubblicata, gli uffici risorse umane possono ricevere oltre 500 candidature. Per questo motivo, le presentazioni troppo lunghe e dispersive saranno le prime a essere scartate.

Superare la prima fase di scrematura, infatti, è fondamentale per arrivare giocarsi le proprie carte in fase di colloquio. Ecco perché puntare sulla qualità, anziché la quantità, sarà una strategia vincente: se il curriculum supera le 2 pagine, molto probabilmente non verrà neanche letto.

Fate mente locale, e impostate una linea temporale, a seconda della vostra età, ed eliminate tutto ciò che è troppo lontano nel tempo.

3. Skills obsolete

Avete dimestichezza con Microsoft Word e con i principali client di posta elettronica? Inutile scriverlo: deve essere scontato.

Utilizzate quello spazio, invece, per mettere in risalto skills più professionalizzanti e specifiche.

4. Titoli di studio e corsi inutili

Anche in questo caso valgono le regole di prossimità e attinenza. Se siete laureati, ad esempio, evitate di dedicare spazio al vostro diploma di scuola superiore. Se avete una laurea magistrale, scrivete quella, tralasciando la triennale.

Lo stesso per i corsi di specializzazione: tenete solamente i più recenti e i più attinenti alla vostra candidatura.

5. Immagini

Ad eccezione della propria foto, solo se richiesta, non aggiungete altro. A meno che non siate dei graphic designer, ma anche in quel caso, meglio non inserirle nel curriculum, ma allegare un portfolio, preferibilmente online.

6. Collegamenti social personali

A meno che non siano strettamente legati al vostro ruolo, evitate di inserire il link ai vostri profili social: Facebook, Twitter, YouTube. Anche se la vostra presenza online è pulita e professionale, a nessuno interessa vedere i vostri tweet sull’ultima puntata di X-Factor o i vostri commenti sull’andamento delle elezioni.

Limitatevi a Linkedin e un eventuale blog professionale.

Se, invece, il vostro utilizzo dei social fa parte di una vera e propria strategia di personal branding, allora assicuratevi che la vostra presenza online sia coerente con la vacancy, prima di linkarla sul vostro curriculum.

7. Passioni e hobby “divisivi”

È un punto molto controverso. Ci sono alcune passioni che possono pregiudicare l’andamento della vostra selezione. Ad esempio, se vi piace andare a caccia e decidete di scriverlo sul vostro curriculum, sappiate che potrete andare in contro a possibili contrapposizioni ideologiche con alcuni recruiter. A maggior ragione se vi state candidando per un’organizzazione che opera nell’ambito dei diritti degli animali.

Ognuno, deve essere libero di impiegare il proprio tempo come meglio crede. Ma perché rischiare di precludersi una possibilità di carriera a causa dei propri interessi extra-lavorativi? Meglio evitare.

8. Evitate i doppioni

Lettera di prestazione e curriculum sono due cose differenti. Per questo motivo, le informazioni devono essere diverse.

Nella lettera di presentazione, parate di voi, dei vostri obiettivi e, soprattutto, delle vostre motivazioni. Per quale motivo volete cambiare lavoro e perché state rispondendo alla vacancy.

Il curriculum, invece, è il vostro storico professionale: esperienze, skills e formazione.

Non mescolate i due piani e non ripetete. I recruiter non amano perdere tempo a leggere contenuti identici.

9. Layout inappropriati

Ovviamente, lasciate perdere il bistrattato Comic Sans, ormai diventato il più canzonato dei font. Puntate, invece, su font neutri come l’Arial. Dimensione del testo? Non inferiore a 10.

L’impaginazione deve essere piacevole alla vista. Nulla che richieda l’intervento di un professionista della grafica, naturalmente. Ma neanche un mix di font, dimensioni e colori.

Banditi anche gli errori di battitura e i refusi. Se potete, stampate il curriculum e rileggetelo su carta. Vi aiuterà a ripristinare un certo distacco, come se non foste stati voi a scriverlo. Dopodiché, leggetelo nuovamente, ma ad alta voce. Infine, date un’ultima lettura, questa volta partendo dall’ultima parola e procedendo al contrario.

10. Bugie

Spesso si mente per dare una buona impressione di sé. Oppure per sopperire ad alcune lacune e ridurre lo scarto tra la propria professionalità e il profilo ricercato. Sappiamo anche che, spesso, si tratta di mezze verità scritte in buona fede.

Nonostante tutto, però, non mentite mai sul vostro curriculum. Nella migliore delle ipotesi, verrete scoperti immediatamente e non supererete lo scoglio che dovrebbe portarvi all’assunzione. Nella peggiore, invece, riuscirete a farla franca, ma i nodi verrebbero al pettine una volta iniziata la collaborazione. Risultato? Perderete il lavoro, probabilmente. Ma, soprattutto, danneggerete per sempre la vostra reputazione.

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