Soft skills per lavorare nel non profit: stress management

Come accade per qualsiasi altro settore, anche i professionisti del non profit possono rischiare di trovarsi assaliti da ansia, stress e burnout. Sebbene, spesso, i lavoratori del terzo settore dichiarano di essere soddisfatti e appagati del loro impiego, a causa della forte valenza sociale del proprio impegno, anche loro devono affrontare diverse fonti di preoccupazione.

Può capitare, infatti, che una campagna di raccolta fondi non vada a buon fino. Ciò si potrebbe tradurre in minori finanziamenti, anche da destinare al personale. Oppure, che il crescente peso delle responsabilità, nei confronti di persone in difficoltà accolte, possa schiacciare anche i professionisti più navigati.

In generale, le cause di stress possono essere molte:

  • troppo lavoro;
  • avanzamenti di carriera bloccati;
  • difficoltà di operare serenamente con le istituzioni del territorio;
  • ruoli sempre più ibridi e multidisciplinari, che portano incomprensione all’interno del team di lavoro;
  • scarso appagamento economico;
  • relazioni difficili con colleghi e responsabili.

Insomma, nulla di nuovo e di diverso, rispetto ad altri tipi di carriera nel settore corporate. Ma con un livello di difficoltà maggiore: quando si opera nei servizi alla persona, il senso di responsabilità tende ad aumentare e, proporzionalmente, lo stess potenziale.

Ecco perché la capacità di gestire stess è una vera e propria soft skills molto apprezzata dai recruiter del non profit.

Proviamo a darvi qualche consiglio su come controllare le vostre ansie e sviluppare capacità di stress management.

Imparate a conoscere i segnali

Avete difficoltà ad addormentarvi? Vi svegliate stanchi al mattino? Oppure, l’idea di dovervi recare a lavoro vi rende tristi? Probabilmente sono i primi segnali che state vivendo un momento di stress e forse è il caso di approfondirli.

Si tratta di fenomeni del tutto normali. Il tempo che passiamo a lavoro è, in termini quantitativi, il più ampio della nostra giornata. Per questo motivo, cercate di capire se la fonte di stress deriva da altri fattori (salute, vita sentimentale, relazioni amicali o familiari). Se tutto il resto fila liscio, probabilmente non siete molto soddisfatti della vostra vita lavorativa.

Ma a tutto c’è rimedio.

Mettete voi stessi al primo posto

Lo sappiamo, non è facile, soprattutto se ci si mette molta passione. Chi opera nel settore non profit, nel lungo termine, tende a sacrificare il proprio benessere personale, a favore delle cause per le quali opera.

Non c’è nulla di più sbagliato. Un operatore in burnout non può essere utile in nessun modo nei confronti dell’utente. Con il risultato che perde, sia in qualità della vita, che in termini professionali.

Prendersi cura degli altri, infatti, non significa trascurare se stessi. Una volta terminato il vostro orario di servizio, staccate la spina, e lasciate i problemi fuori dalla porta di casa.

Fate attività fisica

Trovate del tempo per lo sport. L’attività sportiva vi permette di scaricare la tensione al termine della giornata lavorativa. E può essere un ottima valvola di sfogo per tenere a bada le ansie.

Ma non solo, lo sport, soprattutto se praticato a livello agonistico (anche amatoriale) vi spinge a superare i vostri limiti e a migliorare le vostre prestazioni. In altri termini, vi aiuterà nel sviluppare la vostra predisposizione nella gestione dei risultati e del superamento delle difficoltà.

Provate a parlare con un maratoneta e capirete come portare a termine una gara, anche quando sembra che le energie possano finire da un momento all’altro.

Prendetevi delle pause

Sia durante la giornata lavorativa, che dei veri e propri periodi di ferie.

Lavorare senza fermarsi, dà la sensazione che le giornate trascorrano inesorabilmente senza soluzione di continuità. Arriverete al termine della settimana senza rendervene conto e con l’impressione che nulla sia accaduto. Vi sembrerà che il mondo, là fuori, vada avanti senza di voi. In sostanza, verrete assaliti dall’ansia di aver buttato via il vostro tempo, anche se non è così.

Almeno ogni ora, se possibile, prendetevi una piccola pausa di qualche minuto. E non accumulate troppe ferie e permessi. Curate i vostri hobby. Ma soprattutto i vostri affetti: sono più importanti della carriera.

Per lo stesso motivo, cercate di fare attività che vi divertono, subito dopo l’orario di lavoro. Il divertimento aumenta il vostro umore e ricarica l’energia.

Ridimensionate le preoccupazioni

Non è facile, lo sappiamo. Ma è possibile farlo anche da soli, senza ricorrere all’aiuto di un professionista.

In pratica, a volte può capitare di avere la sensazione che nulla stia funzionando: la vostra carriera non procede come vorreste, non riuscite a raggiungere i risultati sperati o credete che il vostro responsabile non abbia stima di voi.

A volte, tutto questo, può essere frutto della vostra mente, perché state vivendo un momento di forte stress. Un piccolo dilemma può trasformarsi in una fonte d’ansia più grande di quello che è. E la frustrazione aumenta.

Provate a fare qualche piccolo esercizio di meditazione o anche una periodica passeggiata in mezzo alla natura. Distrarre la mente su altri orizzonti, può servire a ridimensionare le vostre paure e trovare la loro giusta collocazione.

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