Come preparare un video curriculum adatto al non profit

La ricerca del lavoro giusto, lo sappiamo, è un lavoro di per sé. È possibile quindi che gli sforzi e l’impiego di risorse possano rivelarsi impegnativi, quasi come lavorare a tempo pieno. Se, inoltre, state entrando nella prospettiva che il lavoro non si cerca, ma si attrae, forse dovete iniziare a sperimentare nuove forme di comunicazione per raccontare voi stessi.

Così come gli utenti del web sono sempre di più attratti da contenuti visivi, anche i recruiter delle organizzazioni non profit potrebbero essere i destinatari ideali per un vostro video curriculum. Al pari del CV cartaceo classico, è possibile utilizzare questo strumento per proporre una vostra candidatura o per essere riconoscibili in rete.

Attenzione, però, si tratta di uno strumento molto delicato, che può rivelarsi anche controproducente. Prima di lanciarvi in questa nuova avventura, assicuratevi di curare ogni minimo dettaglio.

Proviamo a darvi qualche consiglio.

Ne vale la pena?

La creazione di un video CV non è obbligatorio. Anzi, è decisamente molto raro che venga richiesto all’interno di una vacancy. Pertanto, mettetevi a lavoro solamente se siete sicuri che possa dare valore aggiunto alla vostra reputazione online.

L’errore è dietro l’angolo e sbagliare con questo strumento è molto facile, soprattutto se non siete dei professionisti. Una volta che un contenuto è online, indicizzato con vostro nome e cognome, è molto difficile, se non impossibile, farlo sparire.

Tenete presente, che più che uno strumento immediato per ottenere un colloquio di lavoro, il video curriculum è utile per migliorare il vostro posizionamento online. Tuttavia, se fatto male, può ostacolarvi seriamente nel raggiungimento dei vostri traguardi lavorativi.

Quindi: cautela!

Inoltre, valutate attentamente la posizione per la quale desiderate candidarvi e siate sicuri della vostra professionalità. Ci sono ruoli che si adattano alla perfezione a questo strumento e altri, invece, per la quale non è del tutto necessario.

Ad esempio, se operate in qualsiasi settore riguardante la comunicazione, la strada è quella giusta. Dimostrerete, non solo caparbietà e voglia di mettersi in gioco, ma anche abilità tecniche utilissime per il vostro lavoro. Lo stesso vale per le attività che hanno a che fare con l’educazione e la formazione.

Per altri tipi di ruoli, probabilmente, può sembrare superfluo. Ma se avete deciso di proseguire, non scoraggiatevi, con un lavoro ben fatto, non ci perderete di certo.

Contenuto professionale

Non c’è bisogno di essere videomaker professionisti. Ma neanche dilettanti allo sbaraglio.

Ricordate che guarderà il vostro video è un potenziale datore di lavoro. E i recruiter sono esigenti. Quindi non improvvisate.

  1. Non andate a braccio, preparatevi uno script e imparatelo.
  2. Prendetevi del tempo per una piccola formazione sui concetti basi del videomaking, come l’esposizione e le inquadratura.
  3. Usate l’attrezzatura idonea. Può bastare uno smartphone, ma meglio una reflex. E curate l’audio, munendovi di un microfono.
  4. Editate il video. Fate un montaggio semplice e ritmato.
  5. Il video deve durare circa due minuti. Per questo motivo, raccontatevi solo dal punto di vista professionale, lasciando perdere la vostra vita privata e personale.
  6. Presentatevi come se foste a un colloquio vero e proprio: abbigliamento e linguaggio.
  7. Intervallate le riprese con delle immagini. Ad esempio, con degli screen delle pagine social che avete gestito, con delle foto scattate durante un progetto o con qualche presentazione.
  8. Una volta concluso, mostrate il risultato ad amici e parenti: chiedete sempre un feedback, prima di lanciarlo definitivamente in rete.

Dove condividerlo

Può sembrare banale, ma non inviate il video ai recruiter in un allegato. Nella migliore dell’ipotesi il server ve lo impedirà. Nella peggiore vi farete maledire da chi impiegherà 20 minuti a scaricarlo (che è la stessa persona che dovrebbe assumervi).

Quindi, la cosa migliore è incorporarlo all’interno dei vostri canali: blog, pagina Facebook e canale YouTube. In questo caso potreste inserirlo all’interno delle pagine attraverso le quali vi presentate con chi incappa su di voi mediante le ricerche su Google. In questo caso, è uno strumento estremamente efficace: due minuti di video hanno più engagement, rispetto a tanti giri di parole.

Una volta incorporato nelle vostre piattaforme, sarà anche più utile l’invio: basterà un semplice link.

Video nativi su Linkedin

È la nuova funzionalità del più grande database al mondo dedicato al mondo del lavoro

Potrete registrare direttamente dal vostro smartphone o caricare un video che avete già in memoria. Vi consigliamo vivamente la seconda opzione. Il contenuto deve essere al massimo di 5 gigabyte e durare un massimo di 10 minuti. Anche se, un paio di minuti sono la lunghezza ottimale.

Con i video nativi di Linkedin avrete la possibilità di controllare costantemente gli insights e capire come si viralizza.ò

 

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