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Come affrontare un colloquio di lavoro

È arrivato il giorno del colloquio. Avete fatto buona impressione con il vostro curriculum, il vostro profilo Linkedin e la vostra lettera di presentazione. Mancano pochi metri al traguardo e dovete giocarvi bene le vostre carte: è il momento di uscire dallo schermo del laptop e presentarvi in prima persona di fronte al recruiter.

Innanzi tutto, facciamo un po’ di chiarezza. Le organizzazioni non profit sono diverse tra di loro. E diverso è il modo di selezionare i collaboratori. Con tutta probabilità, se vi state candidando per un ruolo in una grossa ong, dovrete affrontare di versi colloqui preliminari. Se invece la posizione è per una piccola associazione, è possibile che vi troviate ad affrontare subito il responsabile. C’è chi ha un ufficio risorse umane strutturato e chi, invece, pochi dipendenti che ricoprono più ruoli.

Insomma, anche se può sembrare banale, ogni situazione è diversa e le regole universali non esistono. Non dimenticate, tuttavia, di presentarvi al colloquio con lo spirito giusto: educazione, positività ed entusiasmo.

Proviamo a darvi qualche dritta.

Puntualità

Il lavoro è fatto di tempi, scadenze e obiettivi da raggiungere. Presentarvi in ritardo dice molto di voi: trasmettete scarsa affidabilità.

Autobus che non passano, ruota sgonfia e ascensore guasto non sono scuse. Partite abbondantemente prima e calcolate ogni singolo imprevisto. Meglio arrivare con largo anticipo e prendere un caffè al bar, che far aspettare i rectruiter.

Ma se proprio dovesse accadere un cataclisma, tenete pronto il numero di telefono da chiamare. Anticipate i contrattempi e avvisate un eventuale ritardo. Meglio di niente.

Abbigliamento

Indosso un completo o un outfit casual? Scarpe da tennis o classiche? Gonna o pantalone?

Nella società dell’immagine l’abbigliamento è il biglietto da visita. Solitamente, chi vi conosce non bada a come vi vestite. Ma chi vi vede per la prima volta si fa subito un’impressione su di voi. E si sa: la prima impressione è quella che rimane più a lungo stampata nella mente.

Che fare, dunque? Puntate sull’equilibrio. Nulla di eccessivamente formale, ma neanche pantaloni a fiori e infradito. Diciamo che una camicia stirata (o una polo), un paio di jeans e scarpe pulite, per un primo colloquio, possono andare bene, sia per uomini che per donne.

Tuttavia, preparatevi in anticipo e calcolate due fattori:

  1. Posizione: se vi candidate per una posizione di advocacy o da fundraiser orientato ai big donor, la formalità è un requisito. Se invece dovrete ricoprire un ruolo di operatore per progetti di educativa di strada, l’abbigliamento può passare in secondo piano.
  2. Tipo di organizzazione: immaginate di avere appuntamento per il colloquio con una onlus che si occupa di pet therapy per minori con disabilità, e che il colloquio si svolgerà in un allevamento di labrador o di cavalli. Probabilmente la giacca e la cravatta sono superflui. Anzi, meglio evitare. Ma se volete fare il project manager per una grossa organizzazione internazionale, passate in tintoria a ritirare il completo.

In ogni caso, se avete dubbi, preparatevi prima. Consultate il sito e i profili social dell’associazione che approccerete. Sicuramente troverete video e foto che immortalano personale e collaboratori. Fatevi un’idea dell’ambiente di lavoro e del dress code apprezzato all’interno.

La conversazione

Dalla stretta di mano, al saluto finale. In mezzo domande, risposte e scambio di opinioni. Eccoci nel cuore del colloquio di lavoro. Per prima cosa siate educati con tutti e non solo con l’intervistatore: dal centralino, al receptionist che vi accoglie. E aspettate, lasciate che siano gli altri a iniziare la conversazione.

Proviamo a darvi qualche consiglio su come affrontare l’intervista.

  1. Ascoltate attentamente il vostro interlocutore e non concentratevi solamente sulla vostra risposta.
  2. Non interrompete il recruiter, aspettate il vostro turno.
  3. Spegnete lo smartphone: whatsapp può aspettare.
  4. Attenzione al linguaggio del corpo. Agitare la gamba, grattarsi, giocherellare con la penna, possono tradire ansia e nervosismo.
  5. Non parlare male dei tuoi precedenti datori di lavoro e dei tuoi colleghi. Il reclutatore non si fiderà di voi e vi giocherete la possibilità di assunzione.
  6. Usate un tono formale, almeno all’inizio. Tuttavia, se il vostro interlocutore decide di darvi del tu, fate altrettanto. L’informalità, spesso, rilassa e mette a proprio agio.
  7. Motivate la vostra ricerca di un nuovo lavoro con messaggi positivi: appagamento personale, bisogno di una nuova sfida, crescita professionale.
  8. Parlate del futuro. Chi siede davanti a voi, conosce già le vostre esperienze: ha letto il vostro curriculum. Orientate il discorso sugli obiettivi che volete raggiungere nel vostro nuovo impiego.
  9. Non affrontate l’argomento della retribuzione. Aspettate che sia il selezionatore a parlare di soldi.

Comunicateci se avete altri consigli, anche in base alle vostre esperienze. E – soprattutto – in bocca al lupo!

 

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