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Cosa ti blocca nel trovare lavoro

Stai inviando curriculum ogni singolo giorno? Stai rispondendo a tutte le vacancies che trovi interessanti? Stai chiedendo ad ogni tuo contatto qualche dritta per un lavoro, ma non stai ottenendo alcun riscontro?

Ok. La buona notizia è che non sei solo. La cattiva notizia è che questa condizione è frutto di una tua responsabilità individuale.

Si è vero c’è la crisi. Si è vero c’è molta competizione per i lavori nel Terzo settore. Si è vero i recruiters potrebbero essere molto molto esigenti e tu non hai un profilo poi così skillato.

Ma questi potrebbero essere solo falsi problemi. Potrebbe esserci qualcosa di molto più profondo in questa difficoltà a trovare il tuo giusto posizionamento nel mondo, e oggi proviamo a vedere alcuni aspetti che forse non hai mai considerato.

Quali sono i tuoi pensieri?

La prima cosa da fare e forse la più importante è quella di fermarsi un attimo ed osservare la propria mente. I nostri pensieri condizionano la nostra vita in ogni aspetto e se non siamo consapevoli di cosa ci frulli in mente, potremmo non essere affatto consapevoli di atteggiamenti “ostili” inconsci verso la nostra ricerca di un lavoro.

Potremmo ad esempio aver vissuto determinate esperienze negative che hanno generato in noi una avversione verso il lavoro. Un qualcosa di molto profondo di cui probabilmente non siamo neppure consapevoli.

Prova quindi a porti delle domande e osserva cosa emerge nella tua mente. Senza filtri, senza giudicare quello che viene fuori. Prendine solo nota.

  • Cosa pensi del lavoro, del dedicare il tuo tempo a lavorare?
  • Cosa pensa la tua famiglia del lavoro?
  • Cosa pensi dei recruiters?
  • Cosa pensi delle Organizzazioni non profit?

Domande all’apparenza banali, ma se dovesse emergere un qualche pensiero negativo ad una di queste domande, è meglio che tu lo lasci venire fuori perché potrebbe esserti molto utile fare la sua conoscenza. Non devi cambiare nulla ma sapere che c’è.

Secondo passo. Chiedi aiuto

Se non avessimo bisogno degli altri probabilmente saremmo nati su un’isola deserta o su un pianeta disabitato.

Quando non si riesce a trovare lavoro potrebbero subentrare una serie di atteggiamenti di chiusura che possono peggiorare ulteriormente la situazione. Magari sentiamo forti pressioni esterne, provenienti da tutte le parti (famiglia, amici, partner, ex compagni di studi, ecc.), e non sappiamo cosa fare.

È proprio in questi momenti che invece di chiudersi potrebbe essere risolutivo cercare un aiuto all’esterno. Dove puoi cercare questo aiuto?

  • Persone come te che ce l’hanno fatta. Prova a capire se qualcuno che era nella tua situazione ha trovato una soluzione che potrebbe fare anche al caso tuo e analizza il suo percorso di successo.
  • Libri sul tema. Qualcuno ha scritto qualcosa che potrebbe essere d’aiuto?
  • Corsi specifici. C’è un qualche corso che potrebbe esserti d’aiuto? Magari può servirti per rafforzare qualche tuo punto di debolezza o per darti nuovo slancio.
  • Coach. Se non lo sai esistono percorsi di career coaching che sono pensati proprio per aiutare chi necessita di un supporto personalizzato (qui puoi trovare informazioni sul career coaching).

3. Focalizzati solo su ciò che desideri

Qui sta il fulcro di tutto ed è una parte davvero importante.

Come diciamo sempre, non puoi pensare di trovare lavoro inviando candidature a caso se non hai davvero ben chiaro quello che vuoi. Non ha senso cercare genericamente lavoro, perché oltre a rivelarsi un grosso dispendio di tempo e di energie, potresti sì trovare un’occupazione ma è altamente probabile che si riveli poco adatta a te. E da lì potrebbero innescarsi una serie di frustrazioni e delusioni che non faranno altro che peggiorare il tuo umore.

Se invece, grazie a quel famoso lavoro su di sé di cui parlavamo, riesci a focalizzare il lavoro che vorresti, allora sarà tutto più semplice.

Devi partire da ciò che ti piace fare, dalle tue passioni, da ciò che ti riesce semplice. Dalle tue attitudini. Mettile al primo posto. Solo dopo passa in rassegna le competenze che hai acquisito nel tempo, senza dimenticare che le skills sono sempre aggiornabili, per cui se te ne manca qualcuna puoi sempre apprenderla.

Cerca di non lasciarti sopraffare dalle paure: paura di restare senza denaro, paura di sprecare tempo, paura di non essere apprezzato dalla famiglia e dagli amici o paura di essere escluso dalla società. Sono anche queste proiezioni mentali. Dai invece priorità alla ricerca del tuo giusto focus e poi vedrai che le cose si metteranno apposto da sole.

4. Specializzazione

Come accennato nel punto precedente, per aumentare le tue possibilità di trovare lavoro dovrai specializzarti in qualcosa che ti renda più interessante ed “utile” agli occhi di un recruiter. Mi rendo conto che la parola utile suoni male, ma non pensi che gli HR manager aprano delle vacancies con il preciso scopo di risolvere un problema che hanno nell’organico dell’ente (sostituzione o nuovo ruolo)? Quindi cercheranno di incastrare la persona giusta al posto giusto: qualcuno che svolga quella specifica mansione nel migliore dei modi. That’s it.

Lavorare nel Terzo settore è davvero una scelta straordinaria: trovo rivoluzionaria la decisione di dedicare il proprio tempo in attività che come fine ultimo abbiano il supporto ai più deboli, ai malati, ai bambini, agli anziani ma anche all’ambiente, agli animali, alla cultura e ai Beni comuni.

Magari sei spinto da un fuoco interiore verso una di queste mission, ma ricorda che per entrare dovrai comunque soddisfare dei requisiti tecnici che sono indispensabili per ogni singola posizione. Se hai dunque scelto quale sarà la tua specializzazione, grazie all’auto-analisi, non ti resta che diventare quel professionista. E se sei a corto di skills non ti resta che colmare quel gap, acquisendo le competenze che ti mancano (leggi libri, iscriviti a corsi, fai volontariato, partecipa ad eventi).

Per capire quali sono le skills necessarie non dovrai far altro che cercare gli annunci di lavoro su quella determinata posizione ed analizzare le richieste specifiche. Scandaglia tutto il web, dai siti di lavoro come Job4good ai siti delle Organizzazioni che ti interessano. Devi avere ben chiaro in mente quale sia la figura ricercata. Se già possiedi alcune di quelle skills, cerca di valorizzarle per bene, di specificare il come hai acquisito quelle competenze, come le sai usare nella pratica e quali risultati hai raggiunto grazie a questa tua competenza. Più sarai preciso, più valore acquisirai agli occhi del recruiter. Su questo punto ti consigli vivamente di guardarti la video lezione gratuita Riconoscere e descrivere i risultati in un CV.

Leggerezza

Se sei arrivato a leggere fin qui vuol dire che hai la giusta motivazione ma ricorda una cosa molto importante: cerca di mantenere il sorriso sul viso e nel cuore (dentro).

Il consiglio è quello mantenere una certa serenità nella ricerca del lavoro, e se per caso ti trovi in un momento difficile prova a recuperare positività. Cerca un po’ di leggerezza, liberandosi se possibile di un po’ di zavorra mentale che appesantisce inutilmente tutto quanto. Riprogrammando i tuoi obiettivi e focalizzandoti su quello che vuoi davvero, troverai senza ombra di dubbio una maggiore sicurezza ed una nuova forza nella tua ricerca.

Personal Branding

Aggiungo questo pezzettino per invitarti a ragionare sul tuo personal branding. Noi parliamo spesso di personal branding ma abbiamo l’impressione che molti di voi lo considerino un’attività troppo distante da sé, troppo astratta, un qualcosa che può interessare solo le persone già conosciute o solo coloro che hanno molte cose da dire.

FALSO

Il personal branding è un concetto che tocca tutti quanti, anche se razionalmente molti non lo colgono. Tu stai già facendo branding di te stesso, in qualche modo, ma magari lo stai facendo di merda. Fare personal branding non è nient’altro che fare un lavoro consapevole di comunicazione di sé. E tutti lo stanno già facendo, anche solo per il fatto di avere un profilo su LinkedIn, Instagram o Facebook o anche più semplicemente dal risultato che appare quando viene fatta un ricerca con il proprio nome su Google. STOP, tutto qui.

Quindi la mia domanda è: come stai comunicando online? Cosa posso trovare io oggi se faccio una ricerca approfondita su di te? Sei sicuro di sapere quali rischi stai affrontando nel non avere una strategia adeguata sul web?

Qui ci sarebbero da scrivere interi libri sull’argomento ma ti prego non sottovalutare questo aspetto perché è fondamentale nella tua ricerca di lavoro, nell’attrarre occasioni di assunzione o clienti per la tua attività da consulente.

Se vuoi capire meglio l’argomento e avere una visione molto chiara a 360° (e con un occhio specifico per il Terzo settore), devi assolutamente acquistare il corso di Personal Branding per il non profit.

E concludo

Bene, dopo che avrai fatto tutto quello che c’è scritto in questo articolo, puoi tranquillamente scrivermi e dirmi se la tua vita è rimasta uguale a prima o se è cambiata totalmente, come credo.

Sono sicuro che una delle porte che prima avevi trovato chiuse ora si è aperta, e sono sicuro che questo è potuto avvenire solo perché ti sei davvero messo in gioco ed hai cambiato il tuo modo di approcciare la tua ricerca di lavoro. Questo è il miglior modo per ottenere un reale cambiamento, come ci hanno dimostrato le tante persone che prima di te si sono messe in gioco e ce l’hanno fatta.

Grazie per aver letto fino alla fine e Buon Cammino!

Career Coaching, Formazione

4 commenti su “Cosa ti blocca nel trovare lavoro

  1. Altea on Rispondi

    Grazie per questo articolo. Oltre ad essere ben scritto e chiaro, è fuori dal convenzionale. Non mi sarei mai aspettata un paragrafo come quello intitolato ‘Quali sono i tuoi pensieri?’ perché, se si pensa al job hunting e al recruitment, si pensa sempre a un sistema di equazioni matematiche … eppure quanto è vero ciò che affermi sui pensieri negativi e gli atteggiamenti di chiusura (ti do del tu).
    Speriamo tu abbia ragione e io sappia mettere in pratica ciò che ho letto!

    1. Luca Di Francesco on Rispondi

      È proprio così.
      Si mette sempre la massima attenzione verso “l’esterno”, nel cercare di trovare il trucco o la soluzione per ottenere un colloquio o un lavoro e non si presta quasi mai attenzione al flusso di pensieri che affollano la mente.

      Magari un candidato sta mettendo in campo tutte le migliori tecniche, ma nella sua testa una vocina continua a ripetere “non troverai mai lavoro”, “ma chi te lo fa fare”, “non sei all’altezza per quel lavoro”.. ecc.

      Ignorare questi pensieri non risolverà mai il problema. Solo ascoltandoli, e interrogandosi su di essi e sulla loro origine profonda, qualcosa può cambiare e di conseguenza possiamo rimuovere molti ostacoli inconsci.

  2. Margherita on Rispondi

    Parole chiare che sicuramente mi aiuteranno nelle mie scelte ancorché sono una donna di 54 anni che vuole rimettersi in gioco

    1. Luca Di Francesco on Rispondi

      Grazie Margherita! Quanto scritto non ha limiti di età. Oltre all’aspetto mentale e di attitudine verso il lavoro, anche l’acquisizione di nuove skills può essere portato avanti fino ai 99 anni. Dopo i 100 consiglio di pensare ad altro 🙂

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