come trovare lavoro in una ong

Come trovare lavoro in una Ong?

Che laurea devo conseguire? Quante lingue devo conoscere? Di quanta esperienza ho bisogno?

Sono le principali domande che un potenziale candidato che voglia trovare lavoro in una organizzazione non governativa si pone, prima di iniziare a cercare l’offerta giusta.

Il settore è cresciuto molto negli ultimi decenni. E la carriera in questo ambito è una prospettiva molto allettante per persone di tutto il mondo: permette di creare professionalità, in cambio di una gratificazione sia umana che economica.

Ma vista la grande varietà e le possibili mansioni da ricoprire, non vi sono risposte certe ed efficaci al cento per cento. Tuttavia, vi sono alcune linee guida utili da seguire per ottimizzare il tempo dedicato alla ricerca di una professione.

Cosa stai cercando?

L’universo delle organizzazioni non governative è molto vasto e ricopre diversi settori. Dunque, la prima domanda a cui cercare di darsi una risposta è: qual è la mia motivazione?

Questo aiuterà a limitare il campo e a selezionare le organizzazioni più affini alle vostre caratteristiche personali. Si tratta, in altri termini, di decidere se si vuole lavorare con i rifugiati, gli animali, i bambini, i disabili, le vittime di tratta o gli anziani.

Dopo aver inquadrato il settore di riferimento, è necessario tener presente che anche il mondo del non profit segue le stesse dinamiche delle altre attività: la ricerca del personale può avvenire in diversi ambiti, come la contabilità, la logistica o la comunicazione. Non bisogna commettere l’errore di vedere quello delle Ong esclusivamente come lavoro sul campo. Restringete ancora di più la ricerca, valorizzando al meglio le vostre competenze e il vostro percorso di studi.

Se non si è disponibili a viaggiare o se non si hanno le competenze necessarie per ricoprire un ruolo prettamente operativo, è meglio cercare un’organizzazione che ricerchi professionalità nel proprio Paese o valutare opportunità di lavoro dietro le linee.

Competenze personalilavorare nelle ong

È arrivato il momento di valorizzare le vostre skills. Il mondo del lavoro nelle Ong, al pari di altre realtà, è molto competitivo, per questo motivo è fondamentale perfezionare e sviluppare al meglio le competenze maggiormente richieste.

Innanzi tutto la conoscenza delle lingue. Padroneggiare una o più lingue straniere è un vantaggio enorme, soprattutto per quelle organizzazioni che operano in scenari internazionali. Oltre ad aiutare nel lavoro all’estero, le capacità linguistiche vi permetteranno di comunicare al meglio con i diversi gruppi di donatori, istituzioni, media e personale, anche quando si opera in Italia.

Ma la competenza linguistica, da sola, non basta. È necessaria anche una forte flessibilità culturale. Per essere ottimi candidati, assicuratevi di essere adattabili a diversi contesti e di conoscere le differenze del vostro ambiente di lavoro.

Immaginate, ad esempio, di operare in zone di conflitto con forti contrapposizioni religiose. Oppure di dover ideare campagne di raccolta fondi, rivolte a donatori di una determinata area geografica: dovete essere in grado di districarvi senza difficoltà in ambienti diversi ed eterogenei.

Praticamente tutte le organizzazioni non governative, inoltre, richiedono, come presupposto irrinunciabile, il rispetto per culture e stili di vita diversi dai nostri. Non dimenticatelo mai.

Capacità come la conoscenza delle lingue e la flessibilità culturale, possono essere sviluppate durante il percorso di studi. Ma anche attraverso esperienze personali, come viaggi o periodi di volontariato. Non mancate, quindi, di specificare sul vostro curriculum il vostro percorso di vita non curriculare. Spesso può rappresentare un’arma in più durante la selezione.

esperienza lavorativaEsperienze lavorative

La vostra esperienza è importante. Il trascorso lavorativo di un candidato fornisce all’organizzazione quali e quante competenze ha accumulato.

Ma se avete poca esperienza (o non ne avete ancora) puntate sulle moltissime offerte di stage e tirocinio. È un primo trampolino per chi vuole entrare nel mondo del lavoro. Ma potrebbe essere uno strumento molto utile anche per chi vuole rimettersi in gioco, cambiando lavoro e prospettive.

Questo periodo di lavoro-formazione, si rivelerà molto utile nella vostra crescita e vi permetterà di lavorare al fianco di professionisti ed esperti che hanno molto insegnare.

Spesso molte Ong propongono diversi periodi di tirocinio, a volte in partnership con le Università. Quasi tutte le offerte sono consultabili sui principali siti delle organizzazioni. Ma se non doveste trovare ciò che vi interessa, potete contattarle direttamente, con un e-mail o una telefonata, magari proponendovi come volontario.

Perché il volontariato, anche se per poche ore a settimana, è un’arma importante per crearsi una professionalità, migliorare il CV e tessere la propria rete di relazioni. Anzi, è spesso il metodo più comune per acquisire l’esperienza adatta per lavorare in una Ong. Inoltre si tratta di un’attività che arricchisce dal punto di vista umano e restituisce una più profonda conoscenza di noi stessi, in termini di competenze e attitudini.

Del resto, da qualche parte bisogna pur iniziare.

Conoscenza dell’Organizzazione

Adesso che avete riordinato le idee, non vi resta che cercare.

Scandagliate i siti delle organizzazioni affini con il vostro percorso e consultate le vacancy (su Job4good potete attivare il servizio alert per non perdere le ultime posizioni pubblicate). Ma non dimenticate che dovete dimostrare di conoscere il vostro interlocutore. Studiate bene la storia e la mission dell’organizzazione: dovete convincerli che siete la persona adatta a loro.

È sconsigliato, in questo senso, candidarsi a tappeto per diverse organizzazioni e offerte. Adattate il vostro CV a seconda delle situazioni, valorizzando, di volta in volta, i punti di forza del vostro percorso.

Per questo motivo, la lettera di presentazione è importante come il vostro CV (vedi il post).

La laurea in una professione sanitaria, ad esempio, è utile per poter lavorare in organizzazioni come Emergency o Medici Senza frontiere. Ma se la vacancy per la quale vi state candidando riguarda un progetto in Senegal, un periodo di volontariato in Africa o un periodo vissuto in un Paese francofono durante gli studi, possono essere un’arma in più.

Cercate di essere sintetici. Eliminate le informazioni che non servono e investite sui punti di forza: nello specifico dell’offerta e dell’organizzazione.

Ma non soffermatevi solo sul presente. Cercate anche di capire quali competenze o professionalità possono essere ricercati in futuro. Questo vi permetterà di dimostrare che conoscete a fondo l’organizzazione, in particolare, e il mondo del non profit, in generale.

[Scopri come rimanere aggiornato sulle vacancy che vengono giornalmente pubblicate su Job4good, vai alla pagina CANDIDATO >>]


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