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Nuovo lavoro? 4 regole per iniziare al meglio

Avete risposto a una vacancy, il vostro curriculum ha fatto colpo e anche i colloqui sono andati bene. Complimenti, ma è solo l’inizio. Siete riusciti a trovare lavoro all’interno di una organizzazione non profit, ma è adesso che il gioco si fa duro: dovete riuscire a tenervelo stretto.

Nelle prime settimane, probabilmente, vi giocate gran parte della vostra credibilità. Perché se è vero che c’è sempre tempo per cambiare idea, è altrettanto vero che la prima impressione è quella più importante.

Vogliamo darvi alcuni consigli per fare una buona prima impressione e fare la cosa giusta.

Flessibilità

Che sia la vostra prima esperienza o che veniate da un’altra organizzazione, dimenticate le vostre abitudini o aspettative. Potrete trovarvi di fronte a un metodo del lavoro diverso da quelle a cui eravate soliti operare.

Magari avrete a che fare con una piccola ONP, dove la divisione dei ruoli è più fluida e meno definita. Oppure vi troverete in un contesto in cui ogni dipartimento è a compartimenti stagni e la divisione dei compiti è rigida. In ogni caso, cercate di capirlo al più presto e adattatevi.

Ma non solo. Uno dei requisiti più importanti per i professionisti del terzo settore è la comprensione e la condivisione della mission. Cercate di operare sempre in sintonia con gli obiettivi dell’associazione e dimostrate di condividerne i principi di base.

Conoscere l’organizzazione che ha deciso di assumervi, però, è importante anche per altri motivi. Utilizzate il vostro primo periodo per osservare da vicino il nuovo ambiente. Come si rapportano con l’esterno? Come viene diviso il lavoro? Da dove provengono i suoi dipendenti? Qual è la sua storia?

In questo modo conoscerete anche quale sarà la vostra direzione, come muovervi per fare una buona impressione e per migliorarvi come professionista.

Orari e abitudini

Chiarezza negli orari. Cercate di capire quali sono i vostri orari. A che ora dovete entrare e quando dovete uscire. Ma anche quando è prevista la pausa pranzo e come sono strutturate le pause all’interno dell’orario lavorativo.

Siete arrivati in un ambiente del tutto nuovo, che ha equilibri e abitudini, probabilmente, diverse da dove eravate prima. C’è la possibilità che, ad esempio, l’organizzazione offra apertura continuata e quindi dobbiate organizzare le pause pranzo con i vostri colleghi per non lasciare scoperto l’orario. Oppure che vi sono orari rigidi, oltre i quali è vietato sgarrare.

Anche il dress code è un fattore da considerare. Vi sono ambienti dove non viene considerato importante e altri dove invece esistono regole, spesso non scritte, più restrittive. Il primo giorno optate per una via di mezzo: maglioncino e jeans. E cogliete l’occasione per osservare i vostri colleghi.

Stesso discorso per le gerarchie interne. Alcuni potrebbero optare per una struttura più orizzontale, altri per gerarchie più definite, magari per anzianità. In alcuni ambienti ci si dà del tu in ogni circostanza, in altri no.

E ricordate, in ogni circostanza, la cosa migliore è chiedere. Parlate con il vostro responsabile e stabilite dei paletti. Non abbiate paura di fare domande: all’inizio è normale.

Ascoltate

Collaborate con il team. Ma, soprattutto, imparate da loro, anche da chi sulla carta ricopre un ruolo meno qualificato del vostro.

Le prime settimane servono per prendere le misure con l’ambiente che vi circonda, come le pratiche di interazione o l’utilizzo di software specifici. In questi casi, il vostro background difficilmente può venirvi incontro. L’unica cosa che potete fare è imparare dell’esperienza di chi è lì da prima di voi. Non ci sono alternative.

A volte, si corre il rischio di voler subito dimostrare di essere autonomi, ma non è una buona idea. Quando un vostro collega si propone di darvi consigli, o insegnarvi le abitudini, accettatele con piacere.

Meglio ammettere i propri limiti, che commettere errori.

Inoltre, uno dei vantaggi di iniziare una nuova esperienza lavorativa è apprendere nuovi sistemi. Anche se avete sempre operato in modo diverso, non leggete la nuova situazione come un limite alle vostre capacità, ma prendetela come un nuovo stimolo. Un professionista non è mai statico, ma si adatta e si evolve. Chissà, potreste scoprire che fino a quel momento avete utilizzato un sistema non ottimale.

Costruite relazioni

Non sempre i colleghi diventeranno degli amici. Ma è anche vero che il lavoro potrebbe impiegare gran parte del vostro tempo. Quindi perché non cercare di creare un ambiente piacevole? Inoltre, un posto di lavoro con relazioni positive, migliorerà anche il vostro rendimento, con la conseguenza di aumentare il vostro appagamento personale e professionale.

Sforzatevi per passare del tempo con i vostri colleghi. Pranzate con loro e confrontatevi al distributore di caffè. Non isolatevi: 8 ore possono diventare molto più lunghe di quello che pensate.

Attenzione, però. Creare relazioni, non significa annullare la vostra responsabilità. Non lasciatevi ingannare nel tranello di cedere in pettegolezzi e chiacchiere di corridoio. Evitate di parlare male di altri colleghi (anche quelli dei precedenti lavori) e non lasciatevi trasportare in guerre intestine.

Ogni posto di lavoro ha le proprie rivalità. E quando c’è un nuovo arrivato verrete implicitamente invitati a parteggiare. Non fatevi coinvolgere. Ma, soprattutto, non fatevi insinuare dai pregiudizi solamente perché avere sentito un pettegolezzo.

Un altro consiglio è tenere alla larga la vostra vita privata più intima. Il vostro compagno di équipe non è né il vostro psicanalista, né il vostro amico al pub. Magari, in futuro, potrete stringere legami e amicizie forti. Ma all’inizio, restate più superficiali.

Career Coaching

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