ufficio stampa

Come diventare un addetto stampa per il non profit

Accrescere la reputazione dell’organizzazione attraverso i media. È l’obiettivo principale dell’addetto stampa di una organizzazione non profit.

Le organizzazioni trattano argomenti di carattere sociale, che spesso sono legati all’attualità e al dibattito politico. Per questo motivo è importante una figura di contatto tra l’associazione e il variegato mondo dell’informazione.

Si tratta, spesso, di un giornalista o, più in generale, di un esperto di comunicazione giornalistica. Se avete deciso di intraprendere una carriera in questo campo, proviamo a darti qualche consiglio.

Formazione

Non è necessario avere una laurea. Tuttavia, si tratta di una figura sempre più professionalizzata. È preferibile quindi concentrarsi su una formazione universitaria in comunicazione, editoria o giornalismo.

Per quanto riguarda la formazione post-universitaria, ci sono numerosi master in giornalismo promossi dagli ordini professionali regionali.

In generale, le skills di base per un addetto stampa sono:

  • Padronanza della lingua e proprietà di linguaggio.
  • Capacità di scrittura.
  • Ottima cultura generale e aggiornamento sui principali fatti di attualità.
  • Carattere estroverso.
  • Attitudine alle relazioni umane.

Cosa fa un addetto stampa

Possiamo riassumere l’attività dell’addetto stampa in due filoni principali. La comunicazione interna e quella esterna.

Comunicazione interna: serve per informare i dipendenti, i collaboratori e i volontari sulle attività dell’organizzazione. L’addetto stampa, in questo senso, redige periodicamente delle newsletter interne (o in alcuni casi utilizza uno spazio intranet) con tutti gli aggiornamenti: progetti, eventi, formazione. Si occupa, infine, di realizzare una rassegna stampa quotidiana sui temi dell’associazione.

Comunicazione esterna: è l’attività più importante dell’ufficio stampa ed è rivolta prevalentemente agli operatori dell’informazione. L’obiettivo è promuovere le attività dell’associazione attraverso i media: quotidiani, riviste, televisioni, radio, blog e siti.

Ci concentreremo, in questo articolo, soprattutto sulla comunicazione esterna.

Redazione

Spesso, l’addetto stampa si occupa della creazione dei contenuti informativi del sito dell’organizzazione e della newsletter. Si tratta di redigere, in linea con il piano editoriale, le news, ma anche editoriali e interviste.

In termini di contenuti, è importante non soffermarsi solamente sulla parte testuale: gli utenti del web sono attratti soprattutto da immagini e video. È necessario, dunque, che un buon addetto stampa abbia competenze anche nella ripresa e nell’editing di contenuti audiovisivi.

Non c’è una regola precisa sulla frequenza della produzione dei questi contenuti. Può essere quotidiana, se si tratta di news o semplici rilanci di agenzia. O settimanale per contenuti più corposi.

Quando si parla di non profit, tuttavia, bisogna tenere presente che ci si rivolge a un target di nicchia e non a un pubblico generalista. Per questo motivo, consigliamo di non investire tempo e risorse nelle cosiddette flash news, ma di puntare su contenuti di approfondimento. Una strategia potrebbe essere quella di pubblicare in media due articoli a settimana: un’intervista e una rubrica di opinione.

Promozione

Che si tratti di un evento o di una presa di posizione su una tematica sociale, il press officer deve raccogliere la voce dell’organizzazione, impacchettarla e renderla divulgabile dagli operatori dell’informazione.

Rientrano in questa attività:

  • Redazione di comunicati stampa.
  • Recall dei giornalisti.
  • Presenza agli eventi per la redazione di report.
  • Realizzazione di un archivio di immagini.

Il ruolo dell’addetto stampa, inoltre, è fare da filtro alle richieste dei giornalisti. Sarete chiamati a rispondere a decine di telefonate e email quotidiane. Il vostro compito è mettere in contatto i giornalisti con i vari operatori e fornire materiale utile per la realizzazione dei loro servizi.

Ricordate, che, anche nei casi più spinosi, è sempre meglio dare una risposta, che ignorare le loro richieste.

Comunicati stampa

Sono lo strumento principale per comunicare con i media.

L’addetto stampa deve avere a disposizione un database di contatti, nei quali rientrano le redazioni, ma anche singoli giornalisti o blogger fidelizzati nel tempo. Deve usare questo strumento per promuovere un’attività o un evento, ma anche per divulgare una posizione politica o prendere le distanze da un comportamento potenzialmente dannoso per la onlus.

Il comunicato stampa deve essere breve: non più di duemila battute. Saranno i giornalisti a chiamarvi in caso siano necessarie ulteriori informazioni. I comunicati troppo lunghi rischiano di essere ignorati e il risultato sarà un fallimento.

In questo senso seguite la teoria classica della piramide rovesciata: nelle prime righe i contenuti principali e via via i dettagli di minor interesse.

Non inviate i vostri comunicati a grappolo. Selezionate dalla vostra mailing list solamente i giornalisti che possono essere interessati  e ignorate coloro che si occupano di altro. Se state promuovendo una serata per raccogliere fondi con, ad esempio, un musicista affermato, evitate di scrivere a chi si occupa di cronaca politica, ma puntate su chi scrive rubriche musicali o cronaca bianca.

Pubbliche relazioni

Un ufficio stampa è prolifico quando ha molti contatti. Create un database e aggiornatelo costantemente. Dividete i contatti per medium: tv, quotidiani, periodici, radio e blog. E categorizzate ulteriormente la vostra mailing per argomento.

Ma è importante fidelizzare chi è stato disponibile, nel tempo, a lavorare con voi. Mantenete un rapporto costante con coloro che vi seguono maggiormente, anche se lavorano per piccole testate. E approfittate degli eventi per raccogliere nuovi contatti.

Social network

Promuovere la vostra organizzazione sui media, significa anche avere una costante presenza social. Concentrate i vostri sforzi affinché giornalisti ed editori seguano i vostri profili e comunicate con loro anche tramite queste piattaforme.

I sistemi di chat e messaggistica istantanea come Facebook Messenger, inoltre, sono uno strumento importante per essere contattati.

Nelle piccole associazioni, inoltre, spesso l’addetto stampa dovrà essere anche un buon social media e community manager.

Conferenza stampa

Strumento da usare con cautela. La conferenza stampa deve dare un valore aggiunto a chi vi partecipa. Convocatela solamente in casi eccezionali (come l’inaugurazione di una nuova struttura di accoglienza) ed esclusivamente se non si può fare a meno della presenza fisica dei giornalisti.

Spesso gli operatori dell’informazione hanno poco tempo a disposizione e una conferenza può durare anche diverse ore. Molti freelance, inoltre, hanno poche risorse per realizzare il servizio e potrebbero trovarsi molto distanti dal luogo dell’evento.

Potete, in alternativa, optare per soluzioni più snelle, come un video o un live tweeting.

Notizie

2 commenti su “Come diventare un addetto stampa per il non profit

    1. Luca Di Francesco on Rispondi

      Ciao Alexandra,
      corsi specifici per il non profit non ce ne sono in questo momento (a nostra conoscenza per lo meno). In generale per l’ufficio stampa non profit valgono le stesse regole del profit, scegliendo poi le testate più affini. Sul tema abbiamo realizzato anche un video su Passione Non Profit http://www.passionenonprofit.it/ufficio-stampa-nel-non-profit/. E poi come sempre da tenere d’occhio c’è FERPI.

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.