Cosa vuol dire ETS: significato, chi può usarlo e perché lo vedi ovunque

Se ti è capitato di leggere “Associazione XYZ ETS” su un sito, in una bio Instagram o in una firma email, non è un vezzo: ETS è un acronimo “ufficiale” entrato nell’uso con la Riforma del Terzo Settore.

ETS: significato dell’acronimo

ETS significa Ente del Terzo Settore. In Italia, è una qualifica giuridica che identifica una categoria di enti privati “non profit” che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e svolgono attività di interesse generale.

Detto in modo semplice: non tutte le organizzazioni non profit sono automaticamente ETS. Per essere ETS, di regola, serve anche un passaggio formale.

Quando un’organizzazione è davvero “ETS”

Secondo il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), sono ETS (tra gli altri) ODV, APS, enti filantropici, imprese sociali (incluse cooperative sociali), reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni e fondazioni a condizione che siano iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).

Quindi il punto chiave è questo:

ETS = ente che rientra nelle forme previste + iscrizione al RUNTS.

Cos’è il RUNTS (e perché conta)

Il RUNTS è il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore: un registro telematico pubblico istituito presso il Ministero del Lavoro, pensato per garantire trasparenza e rendere consultabili le informazioni essenziali sugli enti iscritti.

Perché “ETS” è diventato così visibile su siti e social

Ci sono tre motivi pratici:

  • Identità e credibilità: aggiungere “ETS” al nome comunica subito che l’ente è dentro il perimetro del Terzo Settore “regolato” e iscritto al registro.
  • Trasparenza: molte organizzazioni vogliono rendere evidente agli utenti (donatori, volontari, aziende) che sono registrate e tracciabili.
  • Obblighi e opportunità: l’iscrizione al RUNTS è spesso collegata a regimi e procedure del Terzo Settore (inclusi percorsi amministrativi che passano dal RUNTS).

ETS e “non profit” sono la stessa cosa?

Non proprio.

  • “Non profit” è un modo generico per dire “senza scopo di lucro” (e viene usato anche fuori dall’Italia o fuori da inquadramenti specifici).
  • “ETS” è una qualifica definita dalla normativa italiana, con un perimetro preciso e collegata al RUNTS.

In altre parole: un ente può operare “senza scopo di lucro” ma non essere ETS se non rientra nei requisiti o se non è iscritto al RUNTS.

Come verificare se un ente è ETS

Il metodo più semplice è cercare l’ente nel portale del RUNTS (registro pubblico). Se l’ente risulta iscritto, allora ha la qualifica e può usare “ETS” nella denominazione e nella comunicazione.

Domande frequenti su ETS

ETS è una “forma giuridica” come APS o ODV?

No: APS e ODV sono tipologie/qualifiche specifiche previste dal Codice; ETS è l’“ombrello” più ampio che include varie forme (associazioni, fondazioni, imprese sociali, ecc.) se iscritte al RUNTS.

Un ente è obbligato a diventare ETS?

In generale, non è obbligatorio per esistere come associazione o fondazione, ma è necessario se si vuole ottenere la qualifica ETS e i relativi benefici/riconoscimenti collegati a quel perimetro. La scelta va valutata con un professionista in base al caso.

“ETS” ha a che fare con il 5 per mille?

Molti enti che operano nel Terzo Settore e interagiscono con procedure pubbliche (come il 5 per mille) si trovano a gestire passaggi collegati agli elenchi e ai registri; per diversi adempimenti, il perno informativo è il sistema legato al RUNTS/Ministero del Lavoro.

In sintesi

  • ETS = Ente del Terzo Settore
  • È una qualifica introdotta dal Codice del Terzo Settore
  • Il requisito centrale è l’iscrizione al RUNTS
  • Per questo oggi “ETS” compare sempre più spesso su siti, firme e social: è un segnale di inquadramento e trasparenza
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