Skillando – Digital Volunteering

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Panoramica

  • Posizioni aperte 0
  • Causa Filantropia e promozione del volontariato
  • Tipo di Entità Ente Non Profit

Descrizione

Skillando works for digital democracy against the digital divide by unlocking human potential.

 

Skillando Italian Tour

Sei settimane, in bici e treno, da Milano a Palermo per supportare enti ed organizzazioni non profit attraverso il volontariato digitale.

È l’obiettivo di una nuova iniziativa di Skillando Digital Volunteering, community di volontari digitali che opera in Italia e nei paesi emergenti per combattere il divario digitale e sostenere attività di impatto sociale che ancora non hanno sfruttato appieno il potenziale degli strumenti digitali

Skillando digital volunteering nasce nel 2017 in Kenya a Nairobi, quando Filippo Scorza ha studiato Social Innovation Management con Amani Institute e ha sviluppato un proprio progetto di innovazione sociale.  .

Da quell’esperienza prende vita la prima attività di volontariato digitale in cui Filippo, innovation manager e consulente per la trasformazione digitale, ha la possibilità di insegnare informatica e marketing all’interno di Tunapanda Institute, una scuola di digital skills a Kibera, uno degli  slum più grandi di Nairobi.

Un’esperienza formativa e di grande ispirazione che dà il via alle successive missioni a cui aderiscono altri “nativi digitali” tra cui Paolo Marazzi, attuale co-founder di Skillando.

Ancora Nairobi nel 2018 e poi Bangalore nel 2019: le attività di volontariato digitale proseguono fino a Marzo 2020 quando, durante il lockdown, Filippo, Paolo e la community di Skillando, ormai composta da più di duecento volontari digitali, aiutano più di venti organizzazioni italiane attraverso consulenze mirate e  gratuite a favore di scuole e organizzazioni non profit le cui attività sono compromesse dallo scoppio della pandemia di Covid 19. 

Si va da Addiopizzo Travel a Fondazione Near ed il suo progetto “il Bullone”, da diverse scuole di provincia fino a molteplici associazioni culturali.

Più di duecento ragazzi e ragazze sono stati coinvolti dall’iniziativa. Hanno messo a disposizione  competenze digitali che spaziavano dal marketing alla comunicazione, esperti di e-commerce al web design,  social media manager a professionisti della trasformazione digitale in senso lato.

Dopo aver erogato oltre trecento ore di volontariato digitale, Filippo e Paolo decidono ora di partire per un altro viaggio: questa volta in bicicletta per portare le loro competenze ed esperienze imprenditoriali a supporto del terzo settore italiano, all’insegna della sostenibilità e del radicamento sul territorio.

Non saranno soli: li sostengono iRaiser, principale partner dell’iniziativa e fornitore del terzo settore attivamente impegnato a favorire la trasformazione digitale, ed Innovation School di Talent Garden grazie alla quale cui verranno selezionati i più promettenti studenti/alumni per poter svolgere le attività di volontariato nelle organizzazioni selezionate.

Tutte le attività saranno raccontate sui canali social di skillando Digital Volunteering e sui canali dei partner. Durante il viaggio verrà realizzato un socio-documentario che racconterà l’esperienza, dando voce a tutte quelle realtà a vocazione sociale e giovani volontari che ogni giorno si dedicano a costruire un cambiamento più sostenibile grazie al digitale.

 

Skillando: la prima community italiana di “volontariato digitale”

“Fare per qualcun altro ti da un valore personale e sociale incredibile”. 

Skillando parte da qui, donare le proprie “competenze digitali” e le proprie capacità a chi ne ha bisogno per sviluppare start-up o semplicemente nuove idee.

Lo scorso 9 Marzo, proprio all’inizio del “lockdown” Filippo Scorza e i suoi “nomadi digitali” sarebbero dovuti partire per lo “Skillando World Tour 2020”, un viaggio rivoluzionario, una bellissima avventura all’insegna del lavoro sociale: “start with what you have”, “do for nothing” & “done is better than perfect”. 

Così i ragazzi di Skillando, hanno deciso comunque di supportare in “remote working”, in questo periodo cosi difficile, enti, organizzazioni, scuole e anche aziende in difficoltà raccogliendo oltre 190 professionalità che hanno “donato” il proprio tempo e le proprie competenze alla community e lavorando a circa 25 progetti in questi ultimi tre mesi.

I volontari di Skillando sono stati in grado di dare supporto a ventotto organizzazioni che hanno richiesto “micro consulenze” su come poter continuare ad erogare i propri servizi in remoto, su quali strumenti e piattaforme utilizzare per la gestione dei team di lavoro e molteplici altre attività.

Tra questi progetti, alla fine sono partiti anche due lavori a medio termine per aiutare Addiopizzo Travel e l’organizzazione no profit “Il Bullone”.

Due progetti che hanno coinvolto altrettanti team verticali sulle specifiche esigenze di queste due realtà e che hanno costruito concretamente delle nuove esperienze e servizi totalmente digitali.

Skillando però è un progetto che parte da lontano per diffondere il “bridging digital divide”, per consentire a coloro che non hanno possibilità di accedere a formazione di alto livello di costruire soluzioni a impatto sociale nel loro contesto. 

Attualmente la community conta oltre 250 volontari pronti a partire per le missioni in giro per il mondo e in soli due anni di vita ha già offerto il proprio aiuto in 4 paesi. 

Nato nel 2018, da un’idea dell’imprenditore milanese Filippo Scorza, Skillando è un progetto di volontariato digitale che permette a ragazzi con competenze digital, quali ad esempio marketers, developers, content creators e designer, di aiutare piccole organizzazioni e startup ad impatto sociale in Italia e nel mondo.

Filippo Scorza, “creatore” seriale, è consulente all’innovazione e trasformazione digitale alla Talent Garden Innovation School.

Il suo approccio professionale è incentrato nella creazione e condivisione di valore, da sempre.

La genesi vera e propria del progetto Skillando risale al 2017, quando lo stesso Filippo, durante un periodo “sabbatico” trascorso a Nairobi, decise di collaborare con una school del posto per insegnare informatica.

Al suo ritorno in Italia, Filippo, pensò subito di tradurre questa esperienza in un side project. Decise cosi di creare un video e di postarlo sui suoi canali social invitando persone interessate a vivere un’esperienza simile a seguirlo. 

Nel 2018, cosi, il primo progetto italiano di volontariato digitale partì con una missione proprio in Kenya, a Nairobi.

In questa prima missione Filippo fu affiancato dai primi 5 “volontari digitali”: Luca Barboni (growth hacker), Paolo Marazzi (imprenditore digitale), Roberto Verde (imprenditore tech, fondatore di 247X.io) e Francesco Cianfaroni (fondatore del blog the Roman Post). 

A Nairobi Scorza e i suoi collaboratori hanno lavorato ad un progetto pilota aiutando la startup “Noi Nami” che organizza tour nei quartieri poveri del posto. Le guide erano ragazzi degli “slum”, i quartieri più poveri,  salvati dalla droga e dalla criminalità.

Visto il successo del progetto pilota a Nairobi, i ragazzi di Skillando nel 2019 hanno poi affrontato un’altra missione a Bangalore, in India.

L’obiettivo di Skillando è sempre stato quello di spingere i professionisti del settore a usare la loro esperienza, le loro capacità, le idee, il setting imprenditoriale e l’immaginazione per migliorare e accelerare lo sviluppo di soluzioni d’impatto per le battaglie sociali. Al contempo, però, è anche un modo per i volontari di scoprire qualcosa di “se stessi” in un viaggio “diverso”.

“Perché – come ama dire l’ideatore del progetto Filippo Scorza –  siamo convinti che il sentire di fare la differenza è la cosa più importante per la nostra felicità e la nostra realizzazione. Ogni volta che un nuovo volontario torna da una missione, vive una specie di black out: gli sembra di avere troppo, inizia a togliere piuttosto che aggiungere cose nella sua vita per focalizzarsi su quella cosa che ha scoperto di se stesso durante il viaggio”.

“Noi di Skillando crediamo che ogni persona che senta il bisogno di fare qualcosa che vada al di là della semplice donazione possa mettersi in viaggio con noi: è un’esperienza che fa crescere perchè sei costretto a fare un “downgrade” di quello che sei nell’ambiente in cui vivi e lavori tutti i giorni”.

Il progetto “Skillando World Tour 2020”, messo in stand-by a causa del lockdown, è più vivo che mai nella testa e nel cuore di Filippo Scorza che non vede l’ora di riunire i “suoi ragazzi” e partire. 

Per ora questa la prima community di volontariato digitale italiana continua a “fare del bene” in Italia con il suo team di volontari pronti ad aiutare chiunque ne avesse bisogno.

 

Skillando “come funziona”

Skillando è un progetto di volontariato digitale che permette a ragazzi con competenze digital, quali ad esempio marketers, developers, content creators e designer, di aiutare piccole organizzazioni e startups ad impatto sociale in Italia e nel mondo.

Attraverso un viaggio di circa due settimane, il team di volontari supporterà tale organizzazione in tutte quelle attività per le quali non sono dotati di opportune competenze.

Che si tratti di mettere online un sito web, una campagna marketing, la creazione di contenuti o sviluppare un piano editoriale, abbiamo all’interno della nostra community molteplici “digital volunteers” pronti a mettersi in viaggio.

 

Perchè lo facciamo?

Perchè non tutti abbiamo avuto le stesse possibilità in termini di studio, formazione ed esperienze professionali ma, al contempo, esiste qualche ragazzo che sta lavorando ad un progetto ad impatto sociale in qualche angolo del Pianeta e che magari potrebbe concretamente risolvere un problema locale grazie anche al nostro supporto.

E poi lo facciamo per il tornaconto personale che ognuno di noi si porta a casa dopo tale esperienza: ognuno di noi è tornato con una versione migliore di se stesso dopo una missione di volontariato.

Crediamo che ogni persona che senta il bisogno di fare qualcosa che vada al di là della semplice donazione possa mettersi in viaggio con noi: è un’esperienza che fa crescere perchè sei costretto a fare un “downgrade” di quello che sei nell’ambiente in cui vivi e lavori tutti i giorni.

Ci sono meno comfort, devi a volte trovare soluzioni con quello che hai a disposizione nel paese in cui decidi di andare: a volte non c’è il wi-fi, altre volte manca l’acqua calda, ti devi relazionare con persone di una cultura diversa e lavorare con ragazzi con i quali non hai mai condiviso esperienze simili.

E infine ti fai degli amici, veri. Compagni di viaggio e ragazzi che ti accolgono nella loro realtà diametralmente opposta alla tua come se fossi uno di loro: non ci sono differenze, siamo tutti lì a lavorare insieme a progetti che possono aiutare e semplificare la vita e la quotidianità di altri individui.

Quando torni, poi, vivi una specie di black out: ti sembra di avere troppo, inizi a togliere piuttosto che aggiungere cose nella tua vita per focalizzarti su quella cosa che hai scoperto di te durante il viaggio.

Il nostro approccio è fatto di “start with what you have” e “done is better than perfect” ovvero inizia da quello che sai fare e fallo. Non aspettare che sia qualcun’altro a trovare le soluzioni ai problemi: se hai delle competenze utilizzate, condividi la tua esperienza ed il tuo sapere con chi non ha avuto le tue stesse possibilità.