Differenze tra capo e leader, spiegate con Games of Thrones

Un leader mette l’accento sul team, mentre il capo sul proprio ego. Il primo usa le motivazioni, mentre il secondo l’autorità. Le differenze sono tante e si è scritto tanto, in merito (questa grafica è un buon riassunto).

Ma se dovessimo spiegarvi le differenze con i personaggi di Games of Thrones? Proviamoci con un elenco semiserio. Così ripassiamo anche alcuni passaggi della saga, prima dell’uscita della settima stagione.

Il leader conduce, il capo comanda

Durante la battaglia delle Acque Nere, Re Joffrey Baratheon abbandona le sue truppe nel momento del bisogno, ordinando ai soldati di continuare a combattere e rifugiandosi all’interno della fortezza di Approdo del Re. La sua sopravvivenza è, per lui, più importante dell’intera città.

Allo stesso tempo, lo zio, Tyrion Lannister (il folletto) prende in mano la situazione la testa del comando delle, combattendo in prima linea e rischiando la vita.

Anche Re Stannis Baratheon, che combatteva nell’altro schieramento, conduce i suoi uomini in battaglia. Dalla prima fila.

Ecco: Joffrey è un capo, mentre gli altri due sono leader.

Il leader motiva e non terrorizza

Le motivazioni del team crescono, se gli obiettivi sono condivisi e i membri della squadra non sono dei meri esecutori. Daenerys Targaryen si affida a un esercito di schiavi addestrati a combattere per conquistare Westeros: gli Immacolati.

Essi sono stati addestrati per essere delle macchine da guerra, obbedienti al proprio padrone. Tuttavia la Madre dei Draghi li libera dalla loro condizione di schiavitù. Meglio un esercito motivato che uno di servi.

Il capo usa le persone, il leader crea legami

Ci perdoneranno i fan di Robb Stark, il Re del Nord, la cui ambizione nella sua marcia verso Approdo del Re l’ha portato a stringere un’alleanza matrimoniale con Lord Warder Frey, promettendo di sposare una delle sue figlie in cambio di appoggio militare.

Però il patto matrimoniale viene sciolto dagli Stark, dopo che Robb sposa un’altra donna. Salvo poi tornare a chiedere un nuovo accordo con Frey, quando si trova nuovamente in difficoltà. La puntata è Red Wedding. E sappiamo tutti come è andata a finire.

Il capo ordina, il leader dà l’esempio

Ci facciamo perdonare subito dagli estimatori di Casa Stark. Vi dice qualcosa il motto “chi emette la sentenza è colui che la esegue”? Ned Stark, signore di Grande Inverno ne fa uno dei suoi principi morali più caratterizzanti, anche quando, a malincuore, deve emettere una condanna a morte.

Perché un vero leader non lascia al boia il lavoro sporco.

Purtroppo, lo stesso onore non gli viene ricambiato quando sarà lui il condannato, guarda caso, da Re Joffrey.

Il leader distribuisce i meriti, il capo li accentra su di sé

Tywin Lannister è l’archetipo del capo. Si assume i meriti di tutti i successi di casa Lannister e scarica sui tre figli le colpe delle disfatte, vessando, di volta in volta, Tyrion, CerseiJaime.

Olenna Redwyne di casa Tyrell, invece è l’opposto. Tiene unita la casa di Altogiardino, distribuendo compiti e responsabilità. E dando l’esempio.

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